Da Napoli a Roma, dalla statistica alla cucina, dall’ufficio al giornalismo.
Tappe che hanno segnato il mio percorso di vita e professionale, cambiamenti voluti che mi hanno portato a raccontare il mondo del food in ogni suo aspetto. Uno dei fenomeni più interessanti del momento è sicuramente il Delivery: su questo spazio racconterò la sua evoluzione, i punti di forza e sugli aspetti da migliorare per renderlo davvero perfetto!
Un progetto ristorativo divenuto rapidamente case history:
a Milano Armonico punta tutto sul ‘fine-delivery’ per giungere nelle case dei suoi clienti
“Siamo il primo ristorante di alta cucina giapponese solo delivery. Proponiamo un’esperienza di gusto straordinaria, un connubio di materie prime di alta qualità unite con arte e sapienza”.
L’incipit presente sul sito di Armonico racconta di una sfida imprenditoriale all’avanguardia, che ha colto i cambiamenti della nostra epoca per trasformarli in punti di forza a proprio favore. Armonico è infatti il primo ristorante esclusivamente dedicato al delivery o meglio, al ‘fine-delivery’, versione elegante e personalizzata di un servizio divenuto oramai d’utilizzo quotidiano nella vita di tutti noi. Un progetto ambizioso e rischioso che ha però subito riscosso grande successo grazie al riuscito connubio tra una proposta gastronomica di qualità e una organizzazione dal punto di vista logistica e comunicativo di grande impatto.
L’origine dell’idea
Ma quale ragionamento c’è alla base della creazione di Armonico?
“La nostra idea di Armonico è nata in piena emergenza lockdown, per noi era fondamentale pensare ad un business model che potesse “sopravvivere” sia durante che dopo la pandemia. Avendo poi noi una particolare attitudine digitale, volevamo “costruire” un ristorante che fosse il più tecnologico e il più scalabile possibile”.
Un progetto ideato e sviluppato quindi sin dal primo momento con lungimiranza ed organizzazione, per dare forma ad una visione di business ben delineata in ogni dettaglio. Il delivery non diventa infatti una semplice componente dell’offerta ristorativa ma l’asse portante di una realtà che sfrutta al massimo il potenziale degli strumenti tecnologici a disposizione per ottimizzare il lavoro quotidiano e la sua profittabilità.

I clienti e il fine-delivery
Tecnologia e organizzazione permettono di introdurre un altro concetto fondamentale, quello della personalizzazione.
Armonico infatti offre la possibilità di scegliere praticamente tutto per ogni singolo ordine, dalla box al suo contenuto, opportunità che ha da subito riscosso un alto gradimento:
“È molto apprezzata dai nostri clienti la possibilità di personalizzare la box perché permette di risparmiare tempo una volta ricevuto l’ordine nella propria casa, visto che il cibo non va suddiviso o distribuito, ognuno ha la propria box; inoltre, anzi, soprattutto, chi ha intolleranze, allergie o semplicemente ha fatto una scelta vegana/vegetariana, non ha il rischio di contaminazione con ingredienti a loro sgraditi”.
Una progettazione così meticolosa non poteva trascurare i trend culinari del momento, studiando anche la loro continuità nel tempo come ad esempio nel caso della proposta vegana del sushi:
“È sicuramente un nuovo trend di mercato, noi siamo stati pionieri a lanciarlo con un menù ricco e variegato. Siamo convinti che non sia soltanto una moda momentanea, anche chi non è vegano o non è a dieta, apprezza sempre di più queste proposte e spesso la mixa anche con piatti a base di pesce, io ad esempio lo faccio spesso”.
Il valore dell’organizzazione
La personalizzazione può però diventare un’arma a doppio taglio, quando la crescita dei volumi di business porta alla nascita di eventuali complicazione dal punto di vista logistico e organizzativo. Come gestire questo tipo di dinamica tenendo costante il livello qualitativo del servizio?
“È stata una sfida che abbiamo voluto cogliere fin dall’inizio e che abbiamo vinto andando sempre più in un’ottica di preparazione di semi-lavorati che ci permettano di rispondere in modo efficace, rapido ed efficiente, senza intaccare in alcun modo la qualità. I sistemi informativi (sito e Deliverart) poi ci hanno sicuramente dato una gran mano a far sì che tutto ciò fosse possibile, comunicando direttamente allo chef che quali prodotti compongono una determinata box. In sintesi, un perfetto connubio tra preparazione degli chef e tecnologia”.

Un livello di efficienza estremamente alto che ha la necessità d’esser supportato dagli strumenti adatti, quale ad esempio un software di ottimizzazione della gestione del delivery:
“Deliverart ha un’importanza strategica, ci aiuta ad avere una precisione assoluta sugli ordini ed è l’unico software in Italia che garantisce affidabilità ed automazione, oltre a comunicare direttamente con il sito ed altri sistemi informativi. Sono fattori determinanti e imprescindibili perchè permettono di non avere l’interazione umana dal momento dell’invio dell’ordine da parte del cliente alla consegna”.


Luca Sessa
Giornalista televisivo (Alma Tv), Giornalista (Reporter Gourmet, Identità Golose, Cook_Inc., Pizza Tales) e Speaker (Radio Food).
Per Deliverart racconta la ristorazione a domicilio, offrendo il suo punto di vista con suggerimenti e trucchi per gestire al meglio il delivery e condividendo storie di successo di chi, delle consegne, ha fatto un'eccellenza.
