Da Napoli a Roma, dalla statistica alla cucina, dall’ufficio al giornalismo. Tappe che hanno segnato il mio percorso di vita e professionale, cambiamenti voluti che mi hanno portato a raccontare il mondo del food in ogni suo aspetto. Uno dei fenomeni più interessanti del momento è sicuramente il Delivery: su questo spazio racconterò la sua evoluzione, i punti di forza e sugli aspetti da migliorare per renderlo davvero perfetto!

Lo sviluppo del Delivery richiede attenzione ad ogni particolare, a partire dal “custode” dei nostri piatti, il Packaging

Prendere l’onda giusta” è il sogno di ogni surfer, dal semplice appassionato al professionista, ma tempismo e fortuna da soli non sono sufficienti per poterla cavalcare al meglio. Servono esperienza e la tavola adatta, coraggio e conoscenza.

Una situazione riconducibile a tanti altri ambiti, a particolari momenti della nostra vita o a fenomeni che caratterizzano un determinato periodo storico. Anche nel Delivery, ad esempio, non basta avere un locale e un menu per poter fare la differenza: ci sono molti dettagli, solo apparentemente insignificanti, che contribuiscono a rendere il vostro un servizio di consegna a domicilio davvero vincente.

Food Delivery Packaging

L’importanza del packaging

Un elemento fondamentale è sicuramente rappresentato dal packaging: preparare il miglior piatto possibile e rovinarlo perché trasportato con un contenitore non idoneo è un errore che un ristoratore non può permettersi, perché la qualità di ciò che giunge in casa è il miglior biglietto da visita di un locale e contribuisce a fidelizzare il cliente. Quanto mai attuale inoltre è il discorso legato alla sostenibilità, e quindi avere un packaging del materiale giusto ed anche ecosostenibile è la strada da seguire!

Un tema, quello dell’ecosostenibilità, che secondo alcune stime sta crescendo al punto da riuscire a valere quasi 450 miliardi di dollari a livello globale nel 2025, e che diverrà quindi cruciale per una ristorazione etica, moderna e sostenibile.

Quello tra sostenibilità e cibo è poi un legame fondamentale, poiché la produzione di alimenti ed il loro trasporto influiscono in maniera importante sullo state di salute del nostro pianeta: fare scelte ecologiche sia per quel che concerne il packaging che per l’approvvigionamento di cibo è ormai obbligatorio.

Food delivery: come scegliere materiali ecosostenibili

Ma cosa vuol dire praticamente “packaging ecosostenibile”? E quali soluzioni sono attualmente disponibili sul mercato?

Domande corrette che meritano risposte adeguate: la definizione di ecosostenibile presente sul sito della Treccani parla di “manufatto (costruzione, edificio, installazione, oggetto, ecc.), o di forma di sviluppo, compatibile con le esigenze dell’ecologia”, ma il significato è da estendere non solo a cose fisiche ma anche ai nostri comportamenti, perché nel senso più ampio del termine è necessario comprendere anche la scelta di intraprendere quotidianamente un insieme di azioni volte a rispettare l’ambiente e gli animali in un’ottica ecologica.

Cercando invece di rispondere alla seconda domanda, in relazione all’ambito ristorativo, sono tante le soluzioni ecosostenibili presenti sul mercato, sia per quel che concerne gli utensili che i materiali.

Si va dalla polpa di cellulosa al PLA (una plastica biodegradabile), passando per la foglia di palma ed addirittura le bucce delle patate! Elementi al 100% ecologici, biodegradabili e compostabili. Tutto ciò che può servire per una box da consegnare a domicilio si può acquistare presso i rivenditori e le aziende specializzate: ciotole, buste, posate, vaschette per il gelato, piatti, bicchieri, coppette, vassoi, fondine, runner, tovaglioli, ciotole e cannucce.

Golocious Packaging

Chi ha fatto del packaging del delivery una scelta etica

Tra gli esempi più interessanti di packaging “etico” c’è sicuramente quello di Golocious, Burger&Wine, l’hamburgeria recentemente inaugurata a Napoli dai due fondatori e amici Gian Andrea Squadrilli e Vincenzo Falcone, che hanno deciso di puntare sulla BurgerPot, una piccola scatola nata da l’idea di “Impact” di laminare il P.E.T. (poliestere) con la carta, mediante processi e collanti che permettono la loro completa separazione in acqua, dando così vita ad un packaging completamente riciclabile.

Pescaria Packaging

Ci sono poi tante altre realtà divenute negli ultimi anni plastic-free, scegliendo di utilizzare materiali biodegradabili che possono essere smaltiti nell’umido, come nel caso di Pescaria con il suo street food di mare, o il giappo-brasiliano Temakinho.

Giunti a questo punto della lettura avrete sicuramente fatto una verifica in cucina o in dispensa per vedere se il materiale che avete a disposizione per il delivery sia ecosostenibile. Una reazione corretta, che può avervi fatto tirare un sospiro di sollievo dopo aver riscontrato la bontà del vostro packaging, oppure vi avrà fatto accendere il notebook per cercare un rivenditore online. Preparare un buon prodotto non basta infatti: bisogna fare attenzione a come lo consegniamo, formare chi sarà a consegnarlo e organizzare bene il lavoro con software adeguati.

La chiusura di questo racconto non può che esser rappresentata da una domanda: il vostro packaging per il delivery, è ecosostenibile?

Se vuoi saperne di più, scrivi a info@deliverart.it

Luca Sessa

Luca Sessa

Giornalista televisivo (Alma Tv), Giornalista (Reporter Gourmet, Identità Golose, Cook_Inc., Pizza Tales) e Speaker (Radio Food).

Per Deliverart racconta la ristorazione a domicilio, offrendo il suo punto di vista con suggerimenti e trucchi per gestire al meglio il delivery e condividendo storie di successo di chi, delle consegne, ha fatto un'eccellenza.