Negli ultimi anni, il settore del food delivery ha registrato una crescita esponenziale, spinta dalla digitalizzazione e dai cambiamenti nelle abitudini di consumo. Nel 2025, questa espansione sta portando a un’ondata di fusioni e acquisizioni (M&A) che ridefiniranno il mercato, creando nuovi equilibri tra i principali attori già ben affermati sulla scena italiana e non solo.

Uno scenario in evoluzione

L’industria del food delivery sta attraversando un periodo di consolidamento. Le piattaforme leader stanno cercando di rafforzare la propria posizione acquisendo concorrenti o stringendo partnership strategiche. Queste operazioni mirano a ottimizzare le risorse, ridurre i costi operativi e offrire un servizio più efficiente ai consumatori.

Uno degli esempi più significativi di questa tendenza è la recente acquisizione da parte di Prosus di Just Eat Takeaway.com per 4,1 miliardi di euro. L’obiettivo non è solo quello di espandere il proprio dominio nel settore, ma anche di creare un super operatore tecnologico europeo, capace di competere con i giganti globali del delivery, come Uber Eats e DoorDash. Questa mossa arriva in un momento critico per Just Eat, che ha visto un calo nei ricavi e una crescente difficoltà a mantenere la propria quota di mercato. In quest’ottica, la necessità di tagliare i costi e migliorare la redditività ha reso quindi questa acquisizione quasi inevitabile.

Perché le aziende puntano sulle acquisizioni?

Dietro questa corsa alle fusioni ci sono diversi fattori chiave:

  • Economie di scala: l’espansione permette di abbattere i costi operativi, ottimizzando le risorse logistiche e digitali. Piattaforme più grandi possono gestire le consegne in modo più efficiente e ridurre il costo del servizio;
  • Ampliamento del mercato: le aziende acquisiscono concorrenti per entrare in nuovi mercati geografici o rafforzare la loro posizione in quelli già presidiati, aumentando la base di utenti e la copertura del servizio;
  • Innovazione e tecnologia: l’integrazione con realtà più piccole e innovative consente alle grandi piattaforme di accelerare lo sviluppo di nuove funzionalità;
  • Maggiore potere negoziale: con una presenza più ampia, le piattaforme possono negoziare condizioni più vantaggiose con ristoranti, fornitori e rider, spingendo per una maggiore efficienza nei costi;
  • Necessità di rispondere a un mercato in rallentamento: la crescita del food delivery sta rallentando rispetto ai picchi pandemici. Molte piattaforme hanno registrato una contrazione degli ordini e cercano di rispondere acquisendo competitor per mantenere il volume di attività e migliorare la marginalità.

Le prospettive del delivery per il 2025 e oltre

L’evoluzione del mercato del food delivery non si fermerà nel 2025. Ci aspettiamo:

  • Ulteriori acquisizioni tra piattaforme: le società più piccole potrebbero diventare bersagli di acquisizioni da parte di colossi già consolidati, spingendo verso un mercato sempre più concentrato in poche mani;
  • Partnership strategiche con i ristoranti: sempre più catene potrebbero decidere di integrare le piattaforme di delivery nei propri ecosistemi digitali, creando sinergie tra gestione interna e servizi esterni per migliorare l’esperienza dei clienti;
  • L’ingresso di nuovi player: giganti tecnologici come Amazon o altre big tech potrebbero investire nel settore con nuove soluzioni di consegna autonoma e intelligenza artificiale, cambiando le regole del gioco e introducendo nuove forme di concorrenza;
  • Un ritorno alla sostenibilità economica: dopo anni di investimenti aggressivi e crescita forzata, le aziende dovranno focalizzarsi sulla redditività e sulla riduzione delle perdite, evitando il rischio di sovrainvestire in mercati meno maturi.

Cosa significa per i ristoratori?

Mentre le grandi aziende del food delivery si muovono in questa direzione, i ristoratori dovranno valutare con attenzione l’impatto di queste trasformazioni sul loro business. Da un lato, l’aggregazione delle piattaforme potrebbe portare a un servizio più efficiente e a maggiori opportunità di visibilità per i locali. Dall’altro, il consolidamento potrebbe anche significare una minore libertà negoziale per i ristoratori, con commissioni più alte e una dipendenza crescente da pochi attori.

La chiave per il successo sarà la capacità di adattarsi, sfruttando le nuove opportunità offerte dalle piattaforme e, allo stesso tempo, mantenendo un canale di vendita diretto per preservare il margine di guadagno. Più o meno quello che diciamo da sempre su questo blog, no?


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