Da Napoli a Roma, dalla statistica alla cucina, dall’ufficio al giornalismo. Tappe che hanno segnato il mio percorso di vita e professionale, cambiamenti voluti che mi hanno portato a raccontare il mondo del food in ogni suo aspetto. Uno dei fenomeni più interessanti del momento è sicuramente il Delivery: su questo spazio racconterò la sua evoluzione, i punti di forza e sugli aspetti da migliorare per renderlo davvero perfetto!

La crescente richiesta di cibo a domicilio necessita di un processo ottimizzato che la semplice gestione telefonica degli ordini non può assicurare

La ripetuta chiusura di ristoranti e pizzerie non ha fermato la richiesta di consegna di cibo a domicilio anzi, molti ristoratori si sono avvicinati a questa tipologia di servizio per la prima volta, per cercare di porre rimedio all’emergenza economica. Approcciare il Delivery in una fase così delicata, caratterizzata da volumi mai registrati prima, ha inevitabilmente portato ad una gestione “artigianale” degli ordini, sovente gestiti al telefono con tutte le inevitabili conseguenze a livello gestionale e di tempistiche.

Consegne a domicilio: un fenomeno in costante crescita

Nel corso del 2020 e 2021, i servizi di Food Delivery hanno registrato un incredibile aumento delle vendite, conseguenza naturalmente del particolare periodo storico, ma non solo.

Dalla necessità di “coccolarsi” con un comfort food nel corso delle serate casalinghe, alla comodità di ricevere cibo già pronto per la pausa pranzo delle giornate trascorse in smart working, il Delivery è letteralmente entrato nelle case di molti italiani, divenendo così una rituale abitudine che ha giovato alla continuità lavorativa di molte realtà ristorative, e che ha dato origine ad una nuova tipologia di servizio, determinata soprattutto dalla volontà di molti locali di “fascia alta” di poter offrire box e piatti che potessero rappresentare nel modo migliore la propria filosofia gastronomica, magari in chiave green e con un packaging accattivante che lasci un bel ricordo nella mente del cliente.

Se a tutti è quindi evidentemente noto il significato della frase “Ready to Eat”, che identifica il cibo che riceviamo a domicilio già pronto da consumare, è importante approfondire l’opzione “Ready to Cook”, vera e propria novità di quest’ultimo periodo: consiste nella consegna a casa non di piatti idonei all’immediato consumo, ma di una serie di ingredienti, semilavorati o preparazioni che consentono di ultimare ai fornelli il piatto scelto (come descritto ampiamente in questo articolo).

Le regole per un Delivery vincente

Perché Delivery non vuol semplicemente dire consegnare cibo a domicilio. È un servizio che deve poggiare su basi solide, costituite da organizzazione, sostenibilità, rispetto delle regole, efficienza e creatività.

Il rispetto delle regole è fondamentale, ma quali sono?

  • le giuste precauzioni igienico-sanitarie per tutelare clienti, addetti alle consegne e dipendenti
  • la sostenibilità, un tema molto attuale legato in particolare al packaging ed ai materiali compostabili
  • l’adozione di un menu rinnovato con buona frequenza e riconoscibile per la creatività dei piatti invoglia i clienti ad ordinare con una certa frequenza
  • infine organizzazione ed efficienza, che vanno quasi a braccetto, e devono avere priorità assoluta nel Delivery quando ci sono da gestire numeri importanti.

Le regole di un delivery vincente

Il Delivery autonomo e i rischi dell’artigianalità

La cara vecchia pizza ordinata a domicilio al telefono è un segno identitario di un passato romantico fatti di buoni rapporti e fiducia, una pratica però non più gestibile con carta e penna in un contesto che richiede precisione e rispetto dei tempi. Ai nuovi consumatori piace ricevere la conferma d’ordine dalla App di delivery scelta, poter seguire il trasporto del proprio cibo e soprattutto poterlo ricevere nei tempi previsti.

Per quanto ricca di significato, dal punto di vista del contatto umano, la gestione telefonica (utilizzata ancora dall’84% dei clienti) o comunque poco organizzata, porta con sé una serie di problematiche originate dalla natura stessa della tipologia di gestione degli ordini.

Al tempo stesso anche il rapido sviluppo delle tante piattaforme di Delivery (a cui hanno fatto riferimento i ristoratori) ha portato alcune complicazioni, in primis quella relativa al numero di terminali e software da gestire in contemporanea: una delle maggiori criticità per i ristoratori infatti è tenere d’occhio gli ordini in entrata dai diversi tablet, continuando a coordinare i tempi della cucina e delle consegne.

Molti ristoranti hanno dovuto quindi assumere personale dedicato alla gestione del delivery, con un evidente aggravio di costi. Altri invece, hanno sovraccaricato le risorse esistenti, dedicate alla gestione di più attività in contemporanea. Abbiamo purtroppo un paradosso: i clienti sono sempre più digitalizzati, mentre nei ristoranti si è rimasti indietro con l’aggiornamento delle tecnologie.

Il delivery è complesso

L’importanza del cambiamento anche nel food delivery

Tra i trend individuati come emergenti per i prossimi anni c’è quello della semplificazione. Come? Attraverso l’integrazione delle principali piattaforme di delivery, che segnerà un passaggio importante verso l’adozione di software di gestione dedicati.

Ulteriore fenomeno interessante, è quello del ritorno alla consegna in autonomia da parte dei ristoranti, ovvero con fattorini propri (leggi qui come avviare le consegne a domicilio in autonomia). I ristoratori hanno compreso quanto il delivery possa costituire un servizio importante a supporto della propria attività, ed investire risorse in nuove soluzioni tecnologiche potrebbe rappresentare la scelta giusta per incrementare il personale modello di business.

Cari ristoratori, non sapete da dove cominciare con le consegne a domicilio?

Provate a contattare Deliverart, che potrà darvi una mano e consigli utili a gestire al meglio questa attività. Sono disponibili per una demo del software che vi illustrerà tutti i vantaggi di usare una piattaforma a supporto del vostro lavoro.

Cliccate qui per avere più informazioni!

Luca Sessa

Luca Sessa

Giornalista televisivo (Alma Tv), Giornalista (Reporter Gourmet, Identità Golose, Cook_Inc., Pizza Tales) e Speaker (Radio Food).

Per Deliverart racconta la ristorazione a domicilio, offrendo il suo punto di vista con suggerimenti e trucchi per gestire al meglio il delivery e condividendo storie di successo di chi, delle consegne, ha fatto un'eccellenza.